Messina, il grande imbroglio: Schifani e Miccichè vanno a cena con De Luca e noi dovremmo credere che parlano del tempo?
Avantinsieme.it · Aprile 2026
Parliamoci chiaro, senza giri di parole.
A Messina si vota per il sindaco. Federico Basile, l’uomo messo lì da Cateno De Luca, è in campo. Il centrodestra cittadino è un disastro — diviso, senza un candidato serio, senza una storia da raccontare. Fin qui niente di nuovo: la politica messinese ha sempre avuto i suoi problemi.
Il problema nasce quando scopri che Gianfranco Miccichè e Renato Schifani — due dei pezzi grossi del centrodestra siciliano, uno ex re di Forza Italia sull’isola, l’altro presidente della Regione in carica — se ne vanno a incontrare Cateno De Luca. Quello stesso De Luca che per anni hanno dipinto come il diavolo in persona. Quello stesso De Luca che ha costruito la sua carriera attaccando il sistema di cui Schifani e Miccichè sono parte fondante.
E allora uno si chiede: di cosa hanno parlato? Del ponte sullo Stretto? Del meteo? Delle tradizioni culinarie messinesi?
No. In Sicilia quando il centrodestra si siede con il nemico storico, di solito si parla di una cosa sola: chi prende cosa.
La matematica è semplice
De Luca muove voti. Tanti. In modo autonomo, fedele, trasversale. Alle regionali quei voti pesano. Se De Luca decide di non fare opposizione frontale a Schifani — se abbassa i toni, se lascia governare, se non mette i bastoni tra le ruote — il presidente della Regione ci guadagna eccome.
In cambio? Il centrodestra messinese si presenta alle comunali con una coalizione sgangherata, un candidato che non spaventa nessuno, e lascia campo libero a Basile.
Tu mi lasci Messina, io ti lascio la Regione tranquilla.
È uno scambio antico come la politica italiana. Non serve un contratto firmato. Non serve nemmeno dirlo esplicitamente. Basta che ognuno faccia la sua parte. Basta che le cose vadano come devono andare.
I segnali ci sono tutti
Guardate cosa succede concretamente. Il centrodestra messinese non riesce a trovare un candidato unitario. I partiti litigano, i nomi saltano fuori e spariscono, la coalizione non decolla. Nel frattempo Basile amministra, De Luca fa campagna, e nessuno dal centrodestra regionale alza la voce per dare una mano ai propri a Messina.
Schifani tace. Miccichè tace. E questo silenzio, in politica, vale più di mille dichiarazioni.
Chi conosce le dinamiche siciliane sa che quando i piani alti stanno zitti su una città, non è per distrazione. È perché hanno già deciso che quella città non è una priorità. O peggio — è già stata ceduta.
Non è la prima volta in Sicilia
La Sicilia ha una tradizione consolidata di accordi trasversali che farebbero impallidire qualunque manuale di scienza politica. Candidati ritirati all’ultimo momento. Sostegni arrivati da dove non te li aspettavi. Coalizioni che sulla carta erano nemiche e nei fatti si coprivano le spalle a vicenda.
De Luca è cresciuto in questo ambiente. Lo conosce meglio di chiunque altro. Sa quando conviene fare la guerra e sa quando conviene fare la pace. E sa soprattutto che il potere regionale — i fondi, le nomine, i contratti, le poltrone — vale infinitamente di più di qualche polemica sui social.
Schifani lo sa altrettanto bene. È un uomo di sistema da decenni. Non si siede con nessuno per caso.
Cosa significa per i messinesi
Significa che se questa lettura è giusta — e i segnali dicono che lo è — i cittadini di Messina rischiano di andare a votare in una partita già decisa. Un’opposizione finta, un centrodestra che fa scena senza voler vincere davvero, e Basile che passa indenne per un secondo mandato con la benedizione trasversale di mezzo sistema politico siciliano.
Il tutto mentre a Messina i problemi restano quelli di sempre: trasporti, rifiuti, lavoro, periferie abbandonate, giovani che se ne vanno.
Ma di questo, agli incontri tra Schifani, Miccichè e De Luca, probabilmente non si è parlato.
Quello che chiediamo
Chiediamo una cosa sola: che qualcuno risponda. Che Schifani dica pubblicamente cosa si è detto in quegli incontri. Che Miccichè spieghi perché dialoga con chi ha sempre detto di combattere. Che il centrodestra messinese chiarisca se sta facendo una vera opposizione o sta recitando una parte scritta da altri.
I messinesi non sono stupidi. Vedono. Capiscono. E prima o poi presentano il conto.
Avantinsieme.it — perché Messina merita una politica vera.