Il Rapporto PNE 2025 contiene dati per Regione e per area territoriale, Sicilia e Calabria con gravi criticità

“Sicilia e Calabria presentano entrambe criticità significative nei principali indicatori PNE.
La Sicilia evidenzia una performance disomogenea, caratterizzata da forti differenze tra aziende e da criticità organizzative più che strutturali.
La Calabria, al contrario, mostra fragilità di natura sistemica, con una rete emergenziale e tempo-dipendente tra le meno performanti a livello nazionale e un sovraccarico importante sugli ospedali Hub.
In sintesi, se la Sicilia soffre per disomogeneità e inefficienze organizzative, la Calabria soffre per carenze strutturali e di rete.”

SICILIA → Problemi soprattutto di organizzazione interna e disomogeneità territoriale.

CALABRIA → Problemi strutturali molto più gravi, rete emergenziale fragile e risultati tra i peggiori d’Italia.

In sintesi:
La Sicilia funziona male in modo disomogeneo.
La Calabria funziona male in modo strutturale.


🧭 Perché entrambe “stanno messe male”?

🔸 Sicilia

  • Grandi differenze tra ASP e tra ospedali (es. Catania forte, provincia debole).
  • Reti tempo-dipendenti che funzionano, ma a macchia di leopardo.
  • MCAU e Medicina interna sovraccarichi.
  • Troppa variabilità nei volumi e negli esiti.
  • Tempi lunghi, organizzazione non uniforme, carenza di personale.

👉 Criticità: soprattutto organizzative e territoriali.


🔸 Calabria

  • Risultati PNE tra i più bassi in Italia.
  • Rete STEMI e rete Ictus molto critiche, con ritardi gravi.
  • Alcuni ospedali (come Cosenza) reggono tutto il sistema → sovraccarico strutturale.
  • Mortalità aggiustata superiore agli standard in molte patologie.
  • Carenze storiche infrastrutturali e gestionali.
  • Difficoltà di reclutamento e stabilizzazione del personale.

👉 Criticità: strutturali, organizzative e di performance clinica.


Differenza sintetica tra Sicilia e Calabria

📌 SICILIA

  • Sistema più grande e complesso.
  • Alcune eccellenze funzionano bene.
  • Problemi di coordinamento, troppe differenze tra territori.
  • Le reti funzionano, ma non abbastanza.

📌 CALABRIA

  • Sistema fragile in modo sistemico.
  • Ospedali Hub sovraccarichi.
  • Esiti peggiori in Italia su molte patologie tempo-dipendenti.
  • Struttura sanitaria sotto-dimensionata rispetto ai bisogni.

1. Regione SICILIA – Dati rilevati nel PNE 2025

Infarto STEMI – PTCA entro 90 minuti

  • Sicilia presenta aree con valori inferiori al 40% (molto sotto la soglia DM70 del 60%).
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

Infarto miocardico acuto – mortalità 30 giorni

  • Sicilia presenta diverse aree con mortalità superiore alla media nazionale (6,8%).
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

Ictus ischemico – mortalità 30 giorni

  • In Sicilia vi sono aree che superano la soglia del 12,9% (Nuovo Sistema di Garanzia).
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

Frattura di femore – intervento entro 48 ore

  • La Sicilia mostra variabilità intra-regionale, con alcune aree molto performanti e altre critiche.
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

Mortalità per interventi valvolari

  • Sicilia non risulta tra le peggiori, ma presenta outliers.
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

📍 2. Regione CALABRIA – Risultati dal PNE 2025

PTCA entro 90 minuti (STEMI)

  • Calabria presenta aree < 40%, una delle peggiori performance nazionali.
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

Ictus – mortalità 30 giorni

  • Presenti aree con mortalità superiore a 12,9%.
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

Mortalità interventi valvolari

  • Calabria è una delle tre regioni peggiori, con valori mediani > 4%, oltre la soglia DM70.
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

BPCO – ospedalizzazioni

  • Calabria non è tra le regioni peggiori, ma mostra variabilità intra-regionale.
    AGENAS_PNE_REPORT_-_2025

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