SANITÀ CALABRESE, IL GRANDE COLLASSO:
IL QUADRO REALE CHE EMERGE DAI BILANCI DI ANNUNZIATA, ASP COSENZA E ASP REGGIO
A TRE ANNI DALL’ERA OCCHIUTO**
La narrazione ufficiale parla di “modernizzazione”, “nuovi investimenti” e “risanamento dei conti”.
Ma i bilanci 2024 delle principali Aziende sanitarie della Calabria – Ospedale Annunziata di Cosenza, ASP di Cosenza e ASP di Reggio Calabria – raccontano tutt’altra storia.
Una storia fatta di perdite enormi, debiti che esplodono, personale insufficiente, ospedali vuoti e servizi esternalizzati per cifre colossali. Una fotografia reale che stride con il racconto istituzionale.
🔥 1. I CONTI NON TORNANO: PERDITE, BUCHI, ARRETRATI E FONDI “CREATIVI”
Ospedale Annunziata: perdita da 29,36 milioni
Nonostante un aumento di attività e ricavi (+17%), il principale ospedale del Nord Calabria chiude il 2024 con una voragine:
- –29,36 milioni di perdita,
- costi non sanitari esplosi (consulenze +1464%),
- manutenzioni raddoppiate,
- fondi straordinari usati per coprire arretrati del passato,
- cassa completamente consumata nel 2025.
Il quadro è quello di una struttura che produce tanto, ma che “brucia” risorse ancora più velocemente.
ASP Cosenza: rete ospedaliera squilibrata e contabilità ricostruita in deroga
La ASP più grande della Calabria nel 2024:
- ha dovuto ricostruire anni di contabilità “in deroga”,
- mostra presidi quasi deserti (posti letto con utilizzo al 30-40%),
- dipende massicciamente da privati per chirurgia, diagnostica e riabilitazione,
- presenta ospedali iper-produttivi ed altri clinicamente insostenibili.
La rete sanitaria cosentina è un mosaico di squilibri.
ASP Reggio Calabria: la situazione più drammatica
Il consuntivo 2024 racconta un disastro:
- flusso di cassa –38,7 milioni, contro +82 milioni del 2023,
- fondi rischi movimentati per oltre 100 milioni,
- ricorso immenso al “conto terzi” sanitario:
- oltre 600 milioni di servizi sanitari acquistati
- chirurgia e specialistica profondamente esternalizzate
- oscillazioni contabili inspiegabili tra crediti e debiti verso Regione.
Una gestione costretta a inseguire emergenze, arretrati e contenziosi.
💥 2. RETE OSPEDALIERA: SPRECHI DA UNA PARTE, DESERTI DALL’ALTRA
I tre documenti mostrano un fenomeno impressionante:
ospedali strapieni e ospedali vuoti nella stessa provincia, nello stesso anno.
Esempi:
- posti letto che lavorano al 120% in alcuni HUB,
- posti letto che non arrivano al 35–40% negli SPOKE,
- attività chirurgiche altissime in alcuni presidi,
- attività quasi nulle in altri,
- modelli organizzativi completamente scollegati dalla domanda assistenziale.
Il risultato?
👉 Sprechi, duplicazioni, incapacità di concentrare le competenze.
⚠️ 3. LA GRANDE crisi DEL PERSONALE
Nonostante gli annunci di stabilizzazioni, la realtà è diversa:
- nei Pronto Soccorso mancano medici e infermieri,
- reparti chiudono “a rotazione”,
- turni massacranti e burnout,
- fuga di professionisti verso altre regioni o nel privato.
Il personale sanitario è allo stremo, mentre cresce l’uso di:
- cooperative,
- interinali,
- consulenze esterne.
Una spesa non solo maggiore, ma spesso meno efficace.
🏚️ 4. INFRASTRUTTURE: LAVORI, RITARDI, CANTIERI INFINITI
ANNUNZIATA, Cosenza, Reggio: negli ultimi anni sono stati annunciati interventi, ma i documenti parlano chiaro:
- molti lavori sono in ritardo,
- alcuni sono stati avviati ma non conclusi,
- altre strutture sono rimaste ferite dal passato (Praia, Trebisacce, Oppido),
- la riqualificazione procede a macchia di leopardo.
Gli investimenti ci sono, ma non sono omogenei né coordinati.
💸 5. I COSTI SANITARI ESPLODONO, SOPRATTUTTO PER I PRIVATI
La spesa sanitaria acquistata da soggetti privati raggiunge cifre fuori scala:
ASP Reggio Calabria:
oltre 600 milioni tra specialistica, ospedaliera, file F, riabilitazione.
ASP Cosenza:
chirurgia e diagnostica pesantemente esternalizzate.
Annunziata:
consulenze non sanitarie moltiplicate per 15.
La Calabria sta diventando lentamente un sistema sanitario “a trazione privata”, pagato a peso d’oro dalla parte pubblica.
Un modello che non è sostenibile economicamente né equo socialmente.
🧩 6. PREVISIONI IRREALISTICHE: IL MITO DEL PAREGGIO DI BILANCIO
Il Preventivo 2026 racconta un film che non coincide con la realtà:
- prevede un “pareggio di bilancio”,
- ma non affronta le perdite strutturali del 2024,
- non include i costi dei contenziosi,
- ignora la fragilità della rete ospedaliera,
- stima attività più alte senza aumento dei costi,
- disegna un quadro “ottimistico” che non regge al confronto con i numeri reali.
Una proiezione più politica che tecnica.
🩸 7. A TRE ANNI DALL’ERA OCCHIUTO: COSA DICONO DAVVERO I NUMERI
Il Presidente Occhiuto ha avviato riforme, investimenti PNRR, nomine, riorganizzazioni.
Molte intenzioni sono valide.
Molte attività sono state avviate.
Ma il bilancio complessivo che emerge dai dati reali 2024 è questo:
🔻 CONTABILITÀ NON ANCORA STABILE
Ricostruzioni, deroga, accantonamenti straordinari, fondi enormi.
🔻 COSTI IN AUMENTO CON RITMI INSOSTENIBILI
Personale, beni sanitari, esternalizzazioni, interinali.
🔻 MODELLI OSPEDALIERI FRAMMENTATI
HUB al limite, SPOKE quasi vuoti, privati che si espandono.
🔻 PERSONALE ESAUSTO
Turni pesanti, carenze croniche, fuga verso altre regioni.
🔻 LIVELLI DI ASSISTENZA NON OMOGENEI
Zone con alta qualità, altre con servizi minimi.
🔻 SISTEMA ANCORA IN EMERGENZA CHRONICA
Ci sono miglioramenti reali, ma la struttura è ancora molto fragile.
📣 CONCLUSIONE: “Risanamento” ancora lontano – serve un cambio di rotta vero
La sanità calabrese non è solo in difficoltà:
è inserita in un ciclo di precarietà strutturale che dura da decenni e che nemmeno la gestione commissariale, finora, è riuscita a interrompere.
Gli investimenti ci sono.
Le riforme sulla carta anche.
Ma i numeri – quelli veri – parlano chiaro:
la Calabria continua a pagare sprechi, inefficienze, squilibri organizzativi e una dipendenza crescente dal privato.
La sfida per i prossimi anni non è solo “modernizzare”,
ma rendere sostenibile, coerente e realmente funzionante un sistema che oggi sta ancora arrancando.